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u p c o m i n g n e w s u p c o m i n g n e w s
 
  RÄVELDEN 
feat Achille Succi 

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luigi bozzolan - piano
törbjörn ömalm - el guit
markus larsson - drums,percussion

feat. achille succi - alto sax, bass clarinet





s a y i n g a b o u t m e s a y i n g a b o u t m e



...Piano Solo concert review at Casa Del Jazz in Rome...


Luigi fa parte di quella non estesa cerchia di musicisti che concepisce il jazz come improvvisazione totale e lo fa con una onestà intellettuale oggi non troppo comune. Ma ciò non sarebbe sufficiente a farne un artista di livello: in realtà Bozzolan coniuga questa sua dote morale con una straordinaria valenza pianistica supportata da lunghi anni di studio, di apprendistato e da una non comune capacità di saper cogliere qualsivoglia stimolo per costruire assolo degni di essere seguiti con la massima attenzione. Ed è quanto accaduto alla Casa del Jazz: dinnanzi ad un pubblico non particolarmente addentro al mondo del jazz, il pianista, stimolato dalle solite domande di Gatto, ha esposto con estrema lucidità la sua concezione del jazz, il perché suona in un certo modo e soprattutto ha fatto seguire alle parole una musica a tratti davvero entusiasmante per l’estrema originalità dell’ispirazione. Originalità che si evidenziava soprattutto nella riproposizione di standard quali “Well you needn’t” e “Bemsha swing” di Thelonious Monk, “Latin things” di Ornette Coleman e “Solar” di Miles Davis: in tutti questi casi lo standard era solo un punto di partenza, uno stimolo per andare ad esplorare territori che, ne siamo convinti, erano sconosciuti allo stesso pianista nel momento stesso in cui vi si addentrava. Data la scelta operata da Bozzolan di andare a studiare e vivere in Svezia, non poteva mancare un omaggio a quella terra e Luigi lo ha fatto nel modo più intelligente proponendo “Emigrantvisa” un brano di quel Jan Johansson che già negli anni ’60 aveva anticipato la svolta “nazionalista” che avrebbe portato a cavallo tra gli anni ’70 e ‘80 alla nascita del cd “jazz europeo”. Ma non basta ché Bozzolan ha fornito un saggio anche delle sue qualità compositive presentando “Il profumo della mia casa”, “Aquarium life” e “So quiet” tutti caratterizzati da una cantabile, dolce linea melodica.

Insomma una prestazione superlativa!

Gerlando Gatto

  

"Ho ascoltato il suo cd "Hem Ljus", e posso dire che mi piace parecchio. Lo trovo interessante e con spunti molto vari, il che mi consola, pensando a tutti quelli che , come diceva Stravinskij di Vivaldi, per tutta la vita suonano lo stesso concerto."

Giancarlo Schiaffini


  

"Luigi made a great impression, with his personal style , sometimes romantic, sometimes intensely rhytmhical capable of ranging between introspective meditations and sturdy echoes of Lennie Tristano school ,of tango and of jazz-rock"

Martin Joseph



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